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Venite a trovarmi!
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Possibile? Manzoni un precursore della comunicazione di massa?
I Promessi Sposi un romanzo per comunicare e informare?
La “riscacquatura in Arno”: programmazione letteraria, scelta politica a favore dell’unità e di Roma capitale e slogan editoriale?
Ebbene sì! Ci sono i documenti. Leggi il seguito di questo post »
Cosicché “gli scrittori non possono produrre l’effetto che si propongono, d’erudire la moltitudine, di farla invaghire del bello e dell’utile, di rendere in questo mondo le cose un po’ più come dovrebbero essere. Per questo i bei versi del Giorno non hanno corretto nell’universale i nostri torti costumi, più che i bei versi delle Georgiche di Virgilio migliorino la nostra agricoltura…….il Parini non ha fatto che perfezionare di più l’intelletto e il gusto di quei pochi che lo leggono e l’intendono, fra i quali non v’è alcuno di quelli che s’è proposto di correggere.”
Leggi prima Romanzi e comunicazione
Per esempio Marino Parenti ha curato un bibliografia dell’epistolario utilissima per chi vuole approfondire le ricerche e nel 1945 addirittura un volume: “manzoni editore – storia della celebre impresa manzoniana ” dove si trovano molte notizie che confermano queste ipotesi.
In un accesissimo dibattito sull’attualità dei Promessi Sposi molte persone dicono cose molto intertessanti.
La fama di quel libro supernoto potrebbe essere accettata, se non fosse che leggere solo quello oscura tanti altri libri, altrettanto importanti e piacevoli. Perché indicare un solo libro come essenziale? Se i libri fanno cultura, certo tutti svolgono questo ruolo insieme e non uno in particolare, almeno in una società avanzata, dove l’analfabetismo è scomparso (o quasi).
Per questo occorre ringraziare Liberliber, i suoi organizzatori e i suoi volontari perché mettono a disposizione del pubblico libri meno “canonici”, approfittando del fatto che sono “in pubblico dominio” o ottenendo il permesso di chi vanta diritti su di essi.
Qui sotto un elenco di testi un po’ “fuori norma”, più che altro di scrittrici o comunque di autori che non hanno avuto la fortuna di Manzoni.
A proposito… Manzoni spese gran parte delle sue energie intellettuali ed economiche non solo a scrivere, ma anche a diffondere le proprie opere.
Ancora a proposito… è ormai riconosciuta la importante funzione mediatica della letteratura.
Ed ecco un elenco provvisorio, da completare di libri interessanti, che si possono leggere su LIberLiber
Veronese, Angela (alias Aglaia Anassillide)
Aragona, Tullia : d’
Aretino, Pietro
Righetti, Carlo (alias Cletto Arrighi) scapigliatura inventò la parola
Auto-da-fè in Bologna il 5 novembre 1618 (Un)
Brantome La vita delle dame galanti
Belgioioso, Cristina <principessa di>
Boine, Giovanni
Bossi, Emilio (alias Milesbo)
Gesù Cristo non è mai esistito
Bruno, Giordano
Cena de le ceneri
Brusoni, Girolamo
Gondola a tre remi (La)
Byron?
Contessa Lara (alias Evelina Cattèrmole)
L’innamorata
Caracciolo, Enrichetta
Misteri del chiostro napoletano
Sfinge (alias Codronchi Argeli, Eugenia)
Corleo, Donatella
Deus vult : manuale per l’eutanasia
Emma (alias Emilia Ferretti Viola)
Una fra tante
Franco, Veronica
Rime
è un manoscritto che non venne mai pubblicato, ma fu molto letto e andò anche in Francia.
Dedicato alla Serenissima Republica Veneta,
“….Serenissima Regina……Ben si conviene in dono la Tirannia Paterna a quella Rep nella quale, più frequentemente che in altra si sia parte del mondo, viene abusato di monacar le figliole sforzatamente. Non merita d’esser presentata ad altri principi per non apportar loro scandoli eccessivi… Leggi il seguito di questo post »
Il parlatorio era diviso in due da una grata di ferro, da una parte stavano le monache, dall’altra i visitatori, ma questo non impediva la vista reciproca, la conversazione e lo scambio di oggetti, cibi e bevande. In teoria le monache assistevano, in pratica erano protagoniste.
vita
Suor Arcangela Tarabotti (1604-1652), ora considerata una delle più importanti scrittrici italiane della sua epoca, entrò da ragazza – e contro la propria volontà – nel monastero di Sant’Anna di Venezia, dove passò il resto della vita.
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Fra le buie celle che Tarabotti odiava e l’esterno a cui non avrebbe mai potuto arrivare c’era un tramite, un luogo neutro in cui poteva incontrare parenti e amiche e con un permesso speciale anche gli amici. E se poi gli amici erano come Gio Francesco Loredan, ecco che Arcangela poteva anche leggere libri assolutamente proibiti, come Machiavelli, Ferrante e “colleghi di scrittura” anche se lei si dichiarava “simia degli scrittori”.