Possibile? Manzoni un precursore della comunicazione di massa?
I Promessi Sposi un romanzo per comunicare e informare?
La “riscacquatura in Arno”: programmazione letteraria, scelta politica a favore dell’unità e di Roma capitale e slogan editoriale?
Ebbene sì! Ci sono i documenti. (continua…)
Archivio per la categoria ‘libri’
Romanzi e comunicazione
Agosto 2, 2008Lettera a Fauriel
Agosto 1, 2008Cosicché “gli scrittori non possono produrre l’effetto che si propongono, d’erudire la moltitudine, di farla invaghire del bello e dell’utile, di rendere in questo mondo le cose un po’ più come dovrebbero essere. Per questo i bei versi del Giorno non hanno corretto nell’universale i nostri torti costumi, più che i bei versi delle Georgiche di Virgilio migliorino la nostra agricoltura…….il Parini non ha fatto che perfezionare di più l’intelletto e il gusto di quei pochi che lo leggono e l’intendono, fra i quali non v’è alcuno di quelli che s’è proposto di correggere.”
Epistolario
Agosto 1, 2008Leggi prima Romanzi e comunicazione
Per esempio Marino Parenti ha curato un bibliografia dell’epistolario utilissima per chi vuole approfondire le ricerche e nel 1945 addirittura un volume: “manzoni editore – storia della celebre impresa manzoniana ” dove si trovano molte notizie che confermano queste ipotesi.
Da liber liber – opere interessanti
Luglio 16, 2008In un accesissimo dibattito sull’attualità dei Promessi Sposi molte persone dicono cose molto intertessanti.
La fama di quel libro supernoto potrebbe essere accettata, se non fosse che leggere solo quello oscura tanti altri libri, altrettanto importanti e piacevoli. Perché indicare un solo libro come essenziale? Se i libri fanno cultura, certo tutti svolgono questo ruolo insieme e non uno in particolare, almeno in una società avanzata, dove l’analfabetismo è scomparso (o quasi).
Per questo occorre ringraziare Liberliber, i suoi organizzatori e i suoi volontari perché mettono a disposizione del pubblico libri meno “canonici”, approfittando del fatto che sono “in pubblico dominio” o ottenendo il permesso di chi vanta diritti su di essi.
Qui sotto un elenco di testi un po’ “fuori norma”, più che altro di scrittrici o comunque di autori che non hanno avuto la fortuna di Manzoni.
A proposito… Manzoni spese gran parte delle sue energie intellettuali ed economiche non solo a scrivere, ma anche a diffondere le proprie opere.
Ancora a proposito… è ormai riconosciuta la importante funzione mediatica della letteratura.
Ed ecco un elenco provvisorio, da completare di libri interessanti, che si possono leggere su LIberLiber
Veronese, Angela (alias Aglaia Anassillide)
Aragona, Tullia : d’
Aretino, Pietro
Righetti, Carlo (alias Cletto Arrighi) scapigliatura inventò la parola
Auto-da-fè in Bologna il 5 novembre 1618 (Un)
Brantome La vita delle dame galanti
Belgioioso, Cristina <principessa di>
Boine, Giovanni
Bossi, Emilio (alias Milesbo)
Gesù Cristo non è mai esistito
Bruno, Giordano
Cena de le ceneri
Brusoni, Girolamo
Gondola a tre remi (La)
Byron?
Contessa Lara (alias Evelina Cattèrmole)
L’innamorata
Caracciolo, Enrichetta
Misteri del chiostro napoletano
Sfinge (alias Codronchi Argeli, Eugenia)
Corleo, Donatella
Deus vult : manuale per l’eutanasia
Emma (alias Emilia Ferretti Viola)
Una fra tante
Franco, Veronica
Rime
Opere scritte da Tarabotti
Luglio 10, 2008è un manoscritto che non venne mai pubblicato, ma fu molto letto e andò anche in Francia.
Dedicato alla Serenissima Republica Veneta,
“….Serenissima Regina……Ben si conviene in dono la Tirannia Paterna a quella Rep nella quale, più frequentemente che in altra si sia parte del mondo, viene abusato di monacar le figliole sforzatamente. Non merita d’esser presentata ad altri principi per non apportar loro scandoli eccessivi… (continua…)
Libri e immagini
Giugno 15, 2008
Arcangela Tarabotti
L’Inferno Monacale
a cura di Francesca Medioli
Edizioni Rosenberg e Sellier, 1990
La Signora non scherzava.
Manoscritto, girò di mano in mano, dai letterati, poeti,intellettuali liberi pensatori dell’Accademia degli Incogniti pare fino in Francia, nella biblioteca del Cardinale Mazarino. Non riuscì mai a pubblicarlo e si capisce perché, già dalla dedica.
dedicato alla Serenissima Republica Veneta,
“….Serenissima Regina……Ben si conviene in dono la Tirannia Paterna a quella Rep nella quale, più frequentemente che in altra si sia parte del mondo, viene abusato di monacar le figliole sforzatamente. Non merita d’esser presentata ad altri principi per non apportar loro scandoli eccessivi…
Vi dedico dunque e consacro questo mio primo parto come capriccio d’inteleto femminile….
Mi protesto che i miei detti non sono intenzionati a biasimar la religione….
Non vo’ mendicar scuse e colori per insinuarvi la mia sincerità: che ad ogni modo non resta che perdere a chi ha perduto la libertà”
libri e immagini
Giugno 15, 2008Arcangela Tarabotti
Lettere familiari e di complimento
Ediz critica a cura di
Lynn Lara Westwater e
Meredith Kennedy Ray
Edizioni Rosenberg e Sellier
La vera vocazione di Arcangela Tarabotti (al secolo Elena Cassandra) non era religiosa, ma letteraria. Autodidatta, impiegò i suoi talenti per rilevare i motivi politici ed economici alla base della monacazione forzata, presa di mira nel contesto più ampio dell’oppressione delle donne, per difendere le donne denunciando le altre ingiustizie perpetrate a loro danno dagli uomini.
Per dirlo in breve, fu una delle molte monache coatte nella Venezia seicentesca e visse il monastero come un carcere e un “inferno de’ viventi” (vedi la lettera 172, a pag. 227, indirizzata “All’illustrissimo ed eccellentissimo signor Giovanni Francesco Loredano)