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		<title>Nuovo indirizzo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:24:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[abbiamo (nel senso che qualcuno mi ha aiutato) trasferito il blog in un nuovo dominio. Aggiornate i vostri preferiti fuorinorma è su http://fuorinorma.aggregazioniricorsive.net/
Venite a trovarmi!
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>abbiamo (nel senso che <a title="kr1zz" href="http://cristianonattero.com/blog">qualcuno</a> mi ha aiutato) trasferito il blog in un <a title="fuorinorma" href="http://fuorinorma.aggregazioniricorsive.net/">nuovo dominio</a>. Aggiornate i vostri preferiti fuorinorma è su <a title="fuorinorma" href="http://fuorinorma.aggregazioniricorsive.net/">http://fuorinorma.aggregazioniricorsive.net/</a></p>
<p>Venite a trovarmi!</p>
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		<title>Romanzi e comunicazione</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 09:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella Todaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[massmedia e romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Possibile? Manzoni un precursore della comunicazione di massa?
I Promessi Sposi un romanzo per comunicare e informare?
La &#8220;riscacquatura in Arno&#8221;:  programmazione letteraria, scelta politica  a favore dell&#8217;unità e di Roma capitale e slogan editoriale?
Ebbene sì!  Ci sono i documenti.
Sia nell&#8217;opera, sia nelle lettere troviamo parecchi riferimenti alla volontà di Manzoni di FORMARE LA [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=43&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Possibile? Manzoni un precursore della comunicazione di massa?<br />
I Promessi Sposi un romanzo per comunicare e informare?<br />
La &#8220;riscacquatura in Arno&#8221;:  programmazione letteraria, scelta politica  a favore dell&#8217;unità e di Roma capitale e slogan editoriale?<br />
Ebbene sì!  Ci sono i documenti.<span id="more-43"></span><br />
Sia nell&#8217;opera, sia nelle lettere troviamo parecchi riferimenti alla volontà di Manzoni di FORMARE LA LINGUA ITALIANA IN MODO CHE SIA COMPRESA E USATA DA TUTTI GLI ITALIANI.<br />
In alcune lettere c&#8217;è addirittura il suo programma editoriale, in tutti i particolari.<br />
Il successo di vendita della prima edizione del 1827 viene interpretato da Manzoni come un  consenso al suo programma letterario, perché nel romanzo lui ha posto delle domande al lettore, più o meno esplicite e  interpreta come risposte le vendite e i commenti favorevoli.<br />
Si rivolge a ciascuno, ma intende anche costruire consapevolezza nell&#8217;insieme dei suoi lettori, attraverso le illustrazioni, base essenziale dell&#8217;edizione del 1840, la famosa quarantana risciacquata.<br />
E la scelta della lingua toscana interroga i lettori sulle vicende anche politiche, spingendoli verso il consenso all&#8217;unificazione, verso Firenze capitale provvisoria in  attesa di Roma capitale.<br />
Nel romanzo, fin dall&#8217;introduzione lui fa capire che si rivolge a lettori seri , che vogliono ricavare profitto dalla lettura, un arricchimento della conoscenza della realtà, e al tempo stesso dalle loro aspettative si definisce il taglio dell&#8217;autore, non demiurgo, ma linguista, psicologo, storico, una funzione al servizio del lettore.<br />
Se poi da questo impegno e dal relativo consenso viene all&#8217;autore un profitto economico, Manzoni non lo disprezza, ritiene di meritarlo e che male c&#8217;è a unire il giusto e l&#8217;utile?<br />
Nella lettere troviamo espressa conferma della sua intenzione.<br />
Del resto, già osservando le sue lettere giovanili, si nota l&#8217;attenzione di Manzoni per la parte &#8220;pratica&#8221; del suo scrivere. Come pubblicare, come far conoscere la sua opera, il rapporto con i lettori, gli effetti dei suoi scritti,  sono problemi già presenti nella sua prima attività di poeta.</p>
<p>Oggi siamo consapevoli che un libro, un romanzo, un&#8217;opera letteraria, può essere osservato e giudicato come un mezzo di diffusione di fatti più o meno inventati, convinzioni o dubbi, ipotesi e soluzioni, stili di vita e precetti  morali, domande e risposte teoriche e pratiche, idee, concetti, insomma  di informazione e al tempo stesso come prodotto di parecchie professionalità, di un&#8217;industria più o meno efficiente, di scambi economici e di scambi umani, insomma di comunicazione.<br />
Questa chiave di lettura apre interessanti prospettive:</p>
<p>il problema del &#8220;vero&#8221; e della &#8220;verosimiglianza&#8221; assume in Manzoni le problematiche  del &#8220;messaggio&#8221;.<br />
&#8220;Sentire e meditare&#8221;, questo il suo impegno e in particolare per quanto riguarda la distanza fra lingua letteraria e lingua scritta  e l&#8217;impossibilità del vasto pubblico di accedere alla lingua. Per lui impulso e desiderio di scrivere coincidono con un imperativo morale: <a href="http://fuorinorma.wordpress.com/2008/08/01/lettera-a-fauriel/">far rinascere l&#8217;italiano</a> dalla morte generata dalle divisioni territoriali e dall&#8217;ignoranza-pigrizia dei letterati, vedi <a href="http://fuorinorma.wordpress.com/2008/08/01/lettera-a-fauriel/">lettera a Fauriel</a></p>
<p>E una volta ottenuto il successo di pubblico, con la prima edizione dell&#8217;estate 1827 esaurita a furor di popolo e proseguita con ben 10 ristampe e alcune traduzioni, l&#8217;autore decide subito di farne un&#8217;altra con sostanzile revisione della lingua, vedi il viaggio a Firenze, in contemporanea. Lui così schivo e propenso alla vita ritirata della tenuta di Brusuglio.<br />
Dalla <a title="epistolario" href="http://fuorinorma.wordpress.com/2008/08/07/epistolario/">corrispondenza</a> della figlia Giulietta emergono le difficoltà editoriali, e la consapevolezza dell&#8217;autore. Esiste infatti molto forte il problema della contraffazione, non è garantito il diritto d&#8217;autore e la frammentazione in piccoli Stati rende il mercato letterario italiano assai difficile da gestire.</p>
<p>La vicenda più interessante è quella della edizione illustrata, che costò a Manzoni assai cara in termini di tempo, di impegno e di soldi. Ma gli diede anche la notorietà e l&#8217;affetto del pubblico, oltreché la fama e la stima del mondo culturale (e non solo).</p>
<p>Quando lui parla di settantun lenzuoli da riscacquare in Arno, intende i grandi fogli a stampa che poi vengono piegati e tagliati a formare i volumi, dunque un esplicito riferimento all&#8217;aspetto tecnico, alla pratica editoriale, forse vuole evitare la pomposità, forse non sa come definire la propria opera, ricorre all&#8217;ironia, certo si mostra ben poco liricheggiante. Tant&#8217;è vero che i critici estetizzanti parlano di risciacquatura, forse un po&#8217; a malincuore, esaltando la modestia, ma trascurano i lenzuoli.<br />
In mille altri aspetti si può individuare l&#8217;atteggiamento massmediatico:<br />
l&#8217;aggiunta della Colonna infame<br />
i disegni<br />
le incisioni,<br />
la stampa,<br />
i costi,<br />
le modalità di vendita<br />
in tutto ciò  si rivela Manzoni precursore della produzione libraria come industria e come mezzo di comunicazione di massa</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/fuorinorma.wordpress.com/43/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/fuorinorma.wordpress.com/43/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuorinorma.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuorinorma.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuorinorma.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuorinorma.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuorinorma.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuorinorma.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuorinorma.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuorinorma.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuorinorma.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuorinorma.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=43&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lettera a Fauriel</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 09:56:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosicché &#8220;gli scrittori non possono produrre l&#8217;effetto che si propongono, d&#8217;erudire la moltitudine, di farla invaghire del bello e dell&#8217;utile, di rendere in questo mondo le cose un po&#8217; più come dovrebbero essere. Per questo i bei versi del Giorno non hanno corretto nell&#8217;universale i nostri torti costumi, più che i bei versi delle Georgiche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=57&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Cosicché &#8220;gli scrittori non possono produrre l&#8217;effetto che si propongono, d&#8217;erudire la moltitudine, di farla invaghire del bello e dell&#8217;utile, di rendere in questo mondo le cose un po&#8217; più come dovrebbero essere. Per questo i bei versi del Giorno non hanno corretto nell&#8217;universale i nostri torti costumi, più che i bei versi delle Georgiche di Virgilio migliorino la nostra agricoltura&#8230;&#8230;.il Parini non ha fatto che perfezionare di più l&#8217;intelletto e il gusto di quei pochi che lo leggono e l&#8217;intendono, fra i quali non v&#8217;è alcuno di quelli che s&#8217;è proposto di correggere.&#8221;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/fuorinorma.wordpress.com/57/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/fuorinorma.wordpress.com/57/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuorinorma.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuorinorma.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuorinorma.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuorinorma.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuorinorma.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuorinorma.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuorinorma.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuorinorma.wordpress.com/57/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuorinorma.wordpress.com/57/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuorinorma.wordpress.com/57/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=57&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Epistolario</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 09:33:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marino Parenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi prima Romanzi e comunicazione
Per esempio Marino Parenti ha curato un bibliografia dell&#8217;epistolario utilissima per chi vuole approfondire le ricerche e nel 1945 addirittura un volume: &#8220;manzoni editore &#8211; storia della celebre impresa manzoniana &#8221; dove si trovano molte notizie che confermano queste ipotesi.
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=48&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Leggi prima <a href="http://fuorinorma.wordpress.com/2008/08/02/romanzi-e-comunicazione/">Romanzi e comunicazione</a></p>
<p>Per esempio Marino Parenti ha curato un bibliografia dell&#8217;epistolario utilissima per chi vuole approfondire le ricerche e nel 1945 addirittura un volume: &#8220;manzoni editore &#8211; storia della celebre impresa manzoniana &#8221; dove si trovano molte notizie che confermano queste ipotesi.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/fuorinorma.wordpress.com/48/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/fuorinorma.wordpress.com/48/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuorinorma.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuorinorma.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuorinorma.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuorinorma.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuorinorma.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuorinorma.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuorinorma.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuorinorma.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuorinorma.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuorinorma.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=48&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Da liber liber &#8211; opere interessanti</title>
		<link>http://fuorinorma.wordpress.com/2008/07/16/da-liber-liber-opere-interessanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 09:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella Todaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri interessanti]]></category>
		<category><![CDATA[Manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrici consapevoli]]></category>

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		<description><![CDATA[In un accesissimo dibattito sull&#8217;attualità dei Promessi Sposi molte persone dicono cose molto intertessanti.
La fama di quel libro supernoto potrebbe essere accettata, se non fosse che leggere solo quello oscura tanti altri libri, altrettanto importanti e piacevoli. Perché indicare un solo libro come essenziale? Se i libri fanno cultura, certo tutti svolgono questo ruolo insieme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=19&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In un accesissimo dibattito sull&#8217;<a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2007/04/10/alternative-a-i-promessi-sposi/#comments">attualità dei Promessi Sposi</a> molte persone dicono cose molto intertessanti.</p>
<p>La fama di quel libro supernoto potrebbe essere accettata, se non fosse che leggere solo quello oscura tanti altri libri, altrettanto importanti e piacevoli. Perché indicare un solo libro come essenziale? Se i libri fanno cultura, certo tutti svolgono questo ruolo insieme e non uno in particolare, almeno in una società avanzata, dove l&#8217;analfabetismo è scomparso (o quasi).</p>
<p>Per questo occorre ringraziare Liberliber, i suoi organizzatori e i suoi volontari perché mettono a disposizione del pubblico libri meno &#8220;canonici&#8221;, approfittando del fatto che sono &#8220;in pubblico dominio&#8221; o ottenendo il permesso di chi vanta diritti su di essi.</p>
<p>Qui sotto un elenco di testi un po&#8217; &#8220;fuori norma&#8221;, più che altro di scrittrici o comunque di autori che non hanno avuto la fortuna di Manzoni.</p>
<p>A proposito&#8230; Manzoni spese gran parte delle sue energie intellettuali ed economiche non solo a scrivere, ma anche a diffondere le proprie opere.</p>
<p>Ancora a proposito&#8230; è ormai riconosciuta la importante funzione mediatica della letteratura.</p>
<p>Ed ecco un elenco provvisorio, da completare di libri interessanti, che si possono leggere su LIberLiber</p>
<p>Veronese, Angela (alias Aglaia Anassillide)</p>
<p>Aragona, Tullia : d&#8217;</p>
<p>Aretino, Pietro</p>
<p>Righetti, Carlo (alias Cletto Arrighi) scapigliatura inventò la parola</p>
<p>Auto-da-fè in Bologna il 5 novembre 1618 (Un)</p>
<p>Brantome La vita delle dame galanti<br />
Belgioioso, Cristina &lt;principessa di&gt;</p>
<p>Boine, Giovanni</p>
<p>Bossi, Emilio (alias Milesbo)<br />
Gesù Cristo non è mai esistito</p>
<p>Bruno, Giordano<br />
Cena de le ceneri</p>
<p>Brusoni, Girolamo<br />
Gondola a tre remi (La)</p>
<p>Byron?</p>
<p>Contessa Lara (alias Evelina Cattèrmole)<br />
L&#8217;innamorata</p>
<p>Caracciolo, Enrichetta<br />
Misteri del chiostro napoletano</p>
<p>Sfinge (alias Codronchi Argeli, Eugenia)</p>
<p>Corleo, Donatella<br />
Deus vult : manuale per l&#8217;eutanasia</p>
<p>Emma (alias Emilia Ferretti Viola)<br />
Una fra tante</p>
<p>Franco, Veronica<br />
Rime</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/fuorinorma.wordpress.com/19/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/fuorinorma.wordpress.com/19/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fuorinorma.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fuorinorma.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fuorinorma.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fuorinorma.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fuorinorma.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fuorinorma.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fuorinorma.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fuorinorma.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fuorinorma.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fuorinorma.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=19&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Opere scritte da Tarabotti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aggregazioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[donne celebri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[manoscritti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Tarabotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Inferno Monacale
è un manoscritto che non venne mai pubblicato, ma fu molto letto e andò anche in Francia.
Dedicato alla Serenissima Republica Veneta,
&#8220;&#8230;.Serenissima Regina&#8230;&#8230;Ben si conviene in dono la Tirannia Paterna a quella Rep nella quale, più frequentemente che in altra si sia parte del mondo, viene abusato di monacar le figliole sforzatamente. Non merita d&#8217;esser [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=15&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/t/tarabotti/l_inferno_monacale/pdf/l_infe_p.pdf"><strong>Inferno Monacale</strong></a></p>
<p>è un manoscritto che non venne mai pubblicato, ma fu molto letto e andò anche in Francia.<br />
Dedicato alla Serenissima Republica Veneta,<br />
&#8220;&#8230;.Serenissima Regina&#8230;&#8230;Ben si conviene in dono la Tirannia Paterna a quella Rep nella quale, più frequentemente che in altra si sia parte del mondo, viene abusato di monacar le figliole sforzatamente. Non merita d&#8217;esser presentata ad altri principi per non apportar loro scandoli eccessivi&#8230;<span id="more-15"></span><br />
Vi dedico dunque e consacro questo mio primo parto come capriccio d&#8217;inteleto femminile&#8230;.<br />
Mi protesto  che i miei detti non sono intenzionati a biasimar la religione&#8230;.<br />
Non vo&#8217; mendicar scuse e colori per insinuarvi la mia sincerità: che ad ogni modo non resta che perdere a chi ha perduto la libertà&#8221;<br />
dedicato anche<br />
&#8220;A quei padri e parenti che forzano le figlie a monacarsi. &#8211; In gratia, non mi burlate se io, con penna di  candida colomba, quasi  funesto corvo v&#8217;auguro nel vostro Inferno i precipiti etterni&#8230;.io vi predico i fulmini del suo sdegno&#8230;&#8230;.io non ho humore di Sibilla né voglio che mi stimiate pazza: accettate quello che è già vostro, non havendo altri architetti l&#8217;Inferno Monacale che il Diavolo e le vostre tiranie&#8221;<br />
Libro primo &#8211; Libro secondo<br />
Con le pute destinate al chiostro le vecchie monache esercitavano tutte le lusinghe presentando la vita claustrale come un Paradiso, facendo loro credere che fuori non si trovava la felicità, addirittura mettendo sugli alberi  confetti e frutti per le più piccine e facendo loro credere che in convento quei frutti erano normali. Così le persuadevano che nei conventi  c&#8217;è dolcezza e soavità, mentre &#8220;in essi non è abbondanza d&#8217;altro che di spine di tribulazioni et infelicità&#8221;. Prospettavano poi anche il miraggio corruttore di una &#8220;gran libertà&#8221; e di &#8221; allettamento di gioco, disoblighi da lavori, lautezza di cibi&#8221;<br />
&#8220;era troppo tenara l&#8217;età per penetra le astuzia&#8230;..il tempo e la pratica son quelle che rendono sagacci le più pure menti&#8221;<br />
E perché le monache, di solito parenti delle bimbe, facevano tutto ciò?<br />
Per abitudine, in parte dietro compenso pecuniario, e anche per vantaggio del convento.<br />
Invece di prospettare i doveri e le virtù inerenti la vita claustrale, le vecchie ingannavano e corrompevano le giovani .<br />
E allettavano anche la superbia e l&#8217;orgoglio: a nessuno sarebbe stato permesso di dire una parola contro le protette<br />
Poi &#8220;le scellerate  tirano la rete de&#8217; lor tradimenti&#8230;.<br />
Giunta vicino a questo estremo punto<br />
Quando le vestizioni erano compiute, grandi baruffe scoppiavano fra i padri che avevano promesso ricompense  e le zie monache: &#8220;rassembrano due cani arrabbiati che combattono al cibo&#8221;<br />
Alcune fanciulle&#8221;non ancora generate&#8221;  per &#8220;l&#8217;esecrabile crudeltà paterna&#8221; &#8220;erano destinate al chiostro&#8221; e &#8220;non sì tosto nate, odono intonarsi all&#8217;orecchio il nome di monaca anche prima che lo sappiano proferire&#8221;.<br />
Tuttavia Elena Cassandra una volta diventata monaca, non si lasciò trascinare in scelte dissolute, perché cercò dentro di sé  e &#8220;la sincerità dei miei sensi sia quella che mi difenda da quelle cupe voragini &#8230;.che tentaron di assorbere in sé l&#8217;onor mio&#8221;<br />
Il convento è come la balena che ingoiò Giona, solo che non vomita mai le sue vittime<br />
Oppure un  teatro di istrioni<br />
o un ospedale di pazzi dove tutti i vizi capitali sono praticati all&#8217;eccesso. Superbia, avarizia, gola, ipocrisia, calunnia. E  poi le curiose, le stolte che parlano come Sibille, tanto che se viene eletta una abbadessa degna della carica, spesso esita ad accettare, o addirittura si sottrae all&#8217;incarico. E quelle non degne invece accettano e accettano tutti i ricatti per essere rielette. Riservano la severità alle proprie avversarie o comunque a quella che non sono dalla sua parte, concedendo invece alle proprie sostenitrici ogni libertà, fin o ad esporle a compromettere il proprio onore.<br />
Nessuno di contemporanei protestò contro l&#8217;esposizione di tutte queste turpitudini, in che testimonia della loro sostanziale verità</p>
<p><strong> La Tirannia Paterna</strong><br />
che poi divenne La Semplicità Ingannata e<br />
dopo vari tentativi, anche in Francia, tramite amicizie<br />
fu pubblicata nel postuma nel 1654 sotto lo pseudonimo Galerana Baratotti e messo all&#8217;indice nel 1661</p>
<p>come i padri inducono le figlie a farsi monache:<br />
vengono descritte  minutamente le lusinghe, le pressioni quasi non dette, le minacce, le complicità di altri parenti, i fratelli, le zie, perfino i servi.<br />
I padri si comportano come &#8220;ruffiani&#8221;  che convincevano le bambine con  larghe e liberali, ma mentite e fraudolente promesse . dipingevano con brutti colori la vita nel &#8220;mondo&#8221;, i pericoli, i rischi, i dolori. &#8220;La lingua mentitrice e adulatrice pronuntia un amore sviscerato, ma la verità è che poi non si raccordano delle monache se non, come si suol dire, a punti di luna&#8221; (ben di rado)<br />
Vezzi , carezze, smancerie, Lei ricorda con orrore, &#8221; sotto la faacidezza nasscondete le serpentine code della mala intenzione e le sozze deformità del cuoreccia mentita di pl &#8220;<br />
Lei è ben consapevole che dietro ai babbi ruffiani c&#8217;è la Ragion di Stato: sapeva che &#8220;il numero grande delle figliole&#8221; pregiudicava al pubblico interesse perché &#8220;se si maritassero tutte, troppo accrescerebbe le Nobiltà e si impoverirebbero le case con lo sborso di tante doti.&#8221;<br />
Non a caso dedica il libro alla &#8220;Serenissima Republica Veneta&#8221; per denunciare il grande abuso<br />
del Senato che intende provvedre alla stabilità dello stato &#8220;con incarcerar le figliole&#8221; e dichiara di non temere le carceri perché è già carcerata.<br />
Anche i sacerdoti sono complici: o troppo ingenui, o negligenti nel verificare le ragioni della monacazione, o addirittura complici con i babbi<br />
&#8220;cose da far instupidire di orrore la stessa insensibilità&#8221;<br />
&#8220;Uan rete inestricabile  viene ordita loro dalla malitia humana, più tenace e difficile a districarsi che non fu quellas di Vulcano&#8221; tanto che alla fine le monache, per evitarfe il suicidio, si costruivano una filosofia mondana fatta di vanità, di superficialità, acquiscenza ai più stupidi o bassi difetti, avarizia, avidità, calunnia, eppure condita di furbizia, fino a diventare come coloro che le hanno influenzate e ingannate e chiudere il cerchio ingannando loro stesse altre infelici.</p>
<p><strong>Paradiso Monacale</strong><br />
prima opera che riuscì a pubblicare nel 1643<br />
inizialmente lodato da molti letterai, fu poi denigrato quando comparve l&#8217;Antisatira<br />
qualcuno l&#8217;accusò di non essere lei l&#8217;autrice, specie per alcuni errori (che invece erano di stampa) e per la diversità di stile e di argomento con l&#8217;Antisatira.</p>
<p>Già nella Tirannia lei aveva parlato di quelle che invece erano monache per vocazione. Quelle che &#8220;sentono accendersi l&#8217;anima di santo furore ed affetto verso la Religione&#8230;&#8221;<br />
Su di loro scrive questo testo forse anche per esaurirsi della vena autobiografica, o comunque per un superamento, e nello stesso tempo immagina una trilogia<br />
Inferno Monacale &#8211; manoscritto<br />
Il Purgatorio delle malmaritate &#8211;  perduto<br />
Il Paradiso Monacale &#8211; edito</p>
<p>In più vede l&#8217;occasione di mostrare &#8220;come dovrebbe essere &#8221;  la realtà dei conventi. Quindi ancora non solo lamentela, ma impegno civile.<br />
Precede il Soliloquio di un&#8217;anima a Dio, in cui confessa i propri difetti</p>
<p>al libro si rimproverano<br />
astratta idealizzazione della vita monastica<br />
falsità stilistica del dramma mistico</p>
<p><strong>Antisatira di A.T.</strong><br />
opera sollecitata in risposta alla Satira di Buoninsegni sia da Aprosio, sia da Loredano, sia  da Pighetti.<br />
Dedicata a Vittoria della Rovere granduchessa di Toscana<br />
1644<br />
Nelle lettere dice di averla scritta su  comando di molte nobilissime dame&#8230; lettera 33 pag 90</p>
<p>in difesa delle donne, ma non formale o per partecipare ad una dotta disputa<br />
Già Lucrezia marinelli aveva scritto in difesa delle donne contro accuse misogine di vari scrittori, portando esempi di donne buone ed esempi di uomini molto cattivi<br />
Tarabotti non esita a usare un linguaggio crudo e a passare anche al campo politico ed ecclesiatico, cercando le responsabilità. Lei ha vera passione per la scrittura e sa toccare i punti nevralgici: risultato è una gran vivacità che indubbiamente ha anche un  effetto letterario. La donna è migliore dell&#8217;uomo ed Eva ne è la prova,e la sua inferiorità è solo il risultato della prevaricazione e della violenza.<br />
Problema della cultura &#8211; le donne devo studiare come gli uomini<br />
problema dell&#8217;adulterio &#8211; anche in questo parità</p>
<p><strong>Lettere familiari e di complimento</strong><br />
Estremamente interessante, ci dà un quadro della società veneziana del tempo e della vita quotidiana delle monache e di Arcangela.</p>
<p><strong>Che le donne siano della specie degli uomini</strong><br />
pubblicata nel 1651 dopo le lettere sotto Galerana Barcitotti<br />
composta per rispondere ad un  trattato misogino che negava l&#8217;esitenza dell&#8217;anima nelle donne<br />
&#8220;Che le donne non siano della specie degli uomini &#8211; discorso piacevole tradotto da Orazio Plato romano</p>
<p>OPERE CHE NON CI SONO PERVENUTE<br />
<strong>La contemplazione dell&#8217;anima amante<br />
La vias lastricata per andare al cielo<br />
Luce monacale</strong></p>
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		<title>parlatorii come salotti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aggregazioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[donne celebri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[salotti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il parlatorio era diviso in due da una grata di ferro, da una parte stavano le monache, dall&#8217;altra i visitatori, ma questo non impediva la vista reciproca, la conversazione e lo scambio di oggetti, cibi e bevande. In teoria le monache assistevano, in pratica erano protagoniste.
A Venezia, verso l&#8217;inizio del ‘600, le visite erano permesse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=14&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il parlatorio era diviso in due da una grata di ferro, da una parte stavano le monache, dall&#8217;altra i visitatori, ma questo non impediva la vista reciproca, la conversazione e lo scambio di oggetti, cibi e bevande. In teoria le monache assistevano, in pratica erano protagoniste.</p>
<p><span id="more-14"></span>A Venezia, verso l&#8217;inizio del ‘600, le visite erano permesse tutti i giorni dalle nove all’ora di pranzo e dal vespero a un’ora avanti notte. A metà ‘600 era proibito agli uomini il pomeriggio e nei giorni festivi, ma successive reprimende mostrano che gli uomini ci andavano, magari ad accompagnare le donne, e stavano in cortile o alle porte.<br />
Diverse erano le dimensioni, l&#8217;eleganza di arredi, la luminosità,  comunque luogo di incontro fra uomini e donne, con corteggiamenti, talvolta organizzati dalle monache, per esempio per favorire i matrimoni. Erano luoghi di conversazione e anche di pettegolezzi infiniti, le monache erano informatissime sulle vicende personali  dei frequentatori e dei personaggi importanti, nobili e dame erano considerati come oggi noi consideriamo i vip.<br />
Le grate erano di moda: per esempio, i foggiani, elegantoni e raffinate signore che dettavano la moda,  c&#8217;andavano abitualmente.<br />
Nelle cerimonie matrimoniali erano previste diverse visite ai parlatori &#8211; e quindi c&#8217;era occasione di espansività e discorsi non proprio castigati.<br />
i Monachini (corteggiatori delle monache) erano poeti, intellettuali, giovani signori che acccedevano al parlatorio con scuse come la cultura o la devozione, per parlare alle  monache di sentimenti e emozioni.<br />
C&#8217;erano dei rituali e delle figura d&#8217;obbligo: &#8211; le serventi/mezzane, pagate sia dalle monache che dai giovanotti, che offrivano al di là della grata, dolci e rinfreschi e le ascoltatrici/spie , appositamente e apertamente delegate dalla badessa ad ascoltare e riferire quanto veniva detto.</p>
<p>C&#8217;erano anche &#8220;birri&#8221; per garantire l&#8217;ordine.<br />
Alle grate con Arcangela andavano anche molti intellettuali per scambiare riflessioni, consigli e novità, per stabilire accordi di lettura e pubblicazione.<br />
E poi c&#8217;erano i Concerti . Non erano frequenti, ma proprio per questo diventavano memorabili.<br />
Arcangela amava la musica, le rasserenava l’animo e glielo sconvolgeva. Ci sono lettere in cui descrive l’effetto celestiale della musica non solo su di sé, ma anche sulle altre monache.</p>
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		<title>Monacazione forzata: una questione sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aggregazioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[questione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Tarabotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Seicento a Venezia (e non solo) il patrimonio delle famiglie nobili si trasmetteva al primogenito, non era suddiviso fra tutti i figlie e le figlie. Come potevano mantenersi gli altri figli? e mantenersi in un rango tale da non far sfigurare la famiglia? I maschi avevano qualche possibilità di scelta: la carriera militare, la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=13&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Nel Seicento a Venezia (e non solo) il patrimonio delle famiglie nobili si trasmetteva al primogenito, non era suddiviso fra tutti i figlie e le figlie. Come potevano mantenersi gli altri figli? e mantenersi in un rango tale da non far sfigurare la famiglia? I maschi avevano qualche possibilità di scelta: la carriera militare, la carriera ecclesiastica, mettersi al servizio del primogenito, arricchirsi per conto proprio. Le femmine non avevano alcuna scelta, non esisteva carriera per loro e certo nessun  mestiere, solo il matrimonio.<span id="more-13"></span><br />
Molto spesso succedeva che qualche figlia fosse costretta a farsi monaca, anzi la monacazione era il destino più o meno obbligato di tutte le figlie “di famiglia” che non potevano avere una dote per maritarsi.<br />
Chi governava Venezia  aveva un occhio anche sui conventi e legiferava in questo senso: per esempio era stabilito per legge l’ammontare della dote per monacare una fanciulla. Il convento non poteva chiedere di più, si trattava di un problema di ordine sociale.<br />
“Quelle che vivono in Monastero come in un deposito son in numero tale che se fossero libere sarebbe sovvertito l’ordine di tutta la città” constatava il Magistrato addetto ai conventi.<br />
L’ammontare della dote da versare al convento non poteva per legge superare i 1200 ducati , mentre la dote per sposarsi si aggirava intorno ai 15.00 ducati, a seconda delle famiglie. La ragazza alla monacazione definitiva firmava un atto notarile di rinuncia ai beni di famiglia.<br />
La Chiesa aveva invece più attenzione e interesse a che le monacazioni fossero il più convinte possibili e non avrebbe disdegnato dote più alta. Il convento spesso si rifaceva con le spese  per le varie cerimonie, vestizione, consacrazione, ecc.<br />
C’era dunque un contrasto, che spesso si evidenziava, per esempio a proposito delle condizioni di vita.<br />
Il Governo veneziano cercava di rendere il più piacevole possibile il soggiorno nei conventi, dando per scontato che le giovani non vi entravano di propria volontà e tuttavia dovevano restarci, quindi entro i limiti della buona morale, si mitigavano le asprezze della  regola: nel vestire, nel mangiare, nell’abitare, nel gestire i rapporti con l’esterno.<br />
La Chiesa invece tentava continuamente di ricondurre a regole più austere e più severe</p>
<p>Ma questo era il più lieve dei contrasti fra Rapubblica di Venezia e Papato.</p>
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		<title>Arcangela Tarabotti, monaca e scrittrice: appunti per biografia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 09:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aggregazioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[donne celebri]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Tarabotti]]></category>

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		<description><![CDATA[vita
Suor Arcangela Tarabotti (1604-1652), ora considerata una delle più importanti scrittrici italiane della sua epoca, entrò da ragazza &#8211; e contro la propria volontà &#8211; nel monastero di Sant&#8217;Anna di Venezia, dove passò il resto della vita.
Nata nel febbraio 1604 a Venezia nel sestiere di Castello, una gran parrocchia plebea, fu battezzata Elena Cassandra.
il padre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=3&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>vita</p>
<p>Suor Arcangela Tarabotti (1604-1652), ora considerata una delle più importanti scrittrici italiane della sua epoca, entrò da ragazza &#8211; e contro la propria volontà &#8211; nel monastero di Sant&#8217;Anna di Venezia, dove passò il resto della vita.<br />
<span id="more-3"></span>Nata nel febbraio 1604 a Venezia nel sestiere di Castello, una gran parrocchia plebea, fu battezzata Elena Cassandra.<br />
il padre era zoppo &#8211; lett 81 &#8211; e anche lei<br />
La famiglia era di origini plebee, ma si stava sollevando: la madre nei documenti viene chiamata &#8220;Madonna&#8221; e poi &#8220;Clarissima Signora&#8221; nel testamento, il padre &#8220;Missier&#8221; &#8220;Signor&#8221; illa fine &#8220;Molto illustre Signor&#8221; ma non si sa nulla di un suo testamento.<br />
Era zoppa , difetto &#8220;col quale forse il mio genitore ha voluto contraasegnarmim per sua figliola&#8221; -lett 53<br />
fin da piccola le piaceva la musica ed era poco interessata alla pittura, mentre la sorella Caterina era discepola di Alessandro Varotari detto il Padovanino, tanto che lui intervenne come testimone alle nozze dell&#8217;altra sorella Lorenzina.<br />
Il Monastero di S.Anna  era delle benedettine, una brutta chiesa &#8220;nuda di bellezze&#8221; a dirla con  il Sansovino. Ma, oltre all&#8217;altare d&#8217;oro, aveva un paliotto meraviglioso, ricamato per anni e anni dalle due figlie monache del Tintoretto, dette &#8220;Le Tentorette&#8221;, riproduceva la &#8220;Crocifissione&#8221; eseguita dal padre per S.Rocco.<br />
Nei confronti delle sorelle Elena Cassandra non mostra grande affetto, anzi in due lettere le rimbrotta<br />
Ebbe invece grande affetto per la compagna di convento Regina Donà, &#8220;la mia Regina&#8221;.<br />
Da sette anni ai quindici le &#8220;pute a spese&#8221; venivano di solito educate dalle monache, in modo rudimentale &#8220;leggere e cucire&#8221; Lei entrò a S.Anna, già  <a title="questione sociale" href="http://fuorinorma.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=13">destinata alla monacazione,</a> come &#8220;fia a spese&#8221; forse a 11 anni (lo dice nelle lettere, ma Zanette contesta riferendosi al registro delle monache) con il pagamento  di &#8220;sessanta duccati al anno e doi miri de oglio  per una e le sue regalie&#8221; per quattro volte<br />
Poi nel 1620 con mille ducati veniva versata la dote e Elena prese l&#8217;abito &#8211; vestizione<br />
Nel 1623 fece la professione,</p>
<p>Attraverso l&#8217;<a title="opere" href="http://fuorinorma.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=15">attività letteraria</a> lei, che si descrive come «una donna a cui manca il lume dell’arte e dello studio necessario a chi professa belle lettere» (lettera 2, pag. 51), riuscì a superare i confini fisici che la separavano dal mondo che bramava. Stabilì un&#8217;ampia rete di contatti letterari, mantenne una fitta corrispondenza con donne ed uomini noti personaggi dell&#8217;epoca (tra cui letterati veneziani come Giovan Francesco Loredano e potenti come Vittoria della Rovere e il Cardinale Mazzarino), pubblicò quattro opere controverse e ne stese forse almeno altre sei, alcune delle quali circolarono parecchio in forma manoscritta, perché trattavano di argomenti piuttosto pericolosi ed era difficile pubblicarle.</p>
<p>Usò degli psuedonimi, ma mai al maschile<br />
Era bella? Certo era zoppa, ma questo potrebbe non essere in contrasto con la bellezza. Gio Francesco Loredano la descrive &#8220;prodigamente arricchita&#8221; di doni dell&#8217;intelletto e del corpo.<br />
Un anonimo le dedicò un madrigale &#8220;nome hai d&#8217;arcangelo e sembiante/ di sempiterni dei&#8221;<br />
Lei si definisce, in gioventù, di costumi vanamente pazzi e pazzamente vani<br />
Si fece fare anche un  ritratto dal Varotari di cui la sorella era allieva. Forse Varotari non era il più adatto a dipingere una monaca, sensuale e raffinato libertino, viaggiava spesso in compagnioa di giovani modelle, sempre diverse. I suoi dipinti si caratterizzano per una lieta e lieve eroticità, non solo nei corpi nudi, ma anche nelle vesti e negli atteggiamenti.<br />
Esisteva di Tarab un ritratto nella galleria di Gio Francesco Loredan.<br />
Era diventato di moda avere una Galleria delle dame, una collezione di ritratti femminili, in genere appesi tutti insieme a formare un piacevole panorama.<br />
Dopo aver scritto l&#8217;Inferno Monacale, nel 1633 Elena Cassandra ha una crisi profonda da cui esce mutata: probabilmetne calunniata di eccessiva intimità con un  &#8220;monachino&#8221;, cade in  depressione per non potersi difendere e per non aver difensori. Fu difesa solo dal Cardinal Patriarca Corner, ma tanto bastò a risollevarla. Ritornò alle letture fra cui non  disdegnava Machiavelli, Brusoni e perfino Ferrante Pallavicino, lo sfortunato scrittore finito al rogo per eresia. Era stata autorizzata a quelle letture.</p>
<p>E decide di scrivere un libro adatto a essere pubblicato, allontanandosi dalla autobiografia e di conseguenza dal proprio furore. così potè finalmente avere la soddisfazione di vedere uscire un suo libro a stampa e di avere molte lodi da ogni parte.<br />
Anche nel monastero accettò un minimo di vita in comune e perfino delle cariche, la più gradita, quella di maestra delle pute. E seppe anche abilmente metterla a frutto, facendosi ben volere dai parenti delle pute, soprattutto le madri o le sorelle più grandi. Così potè conoscere ambasciatori e residenti stranieri, Francesi come M. Nicolas Bretel sieur de Gremonville e la moglie,<br />
l&#8217;Ambasciatore Anne des Hameaux fu a Venezia dal 1642 al 1645 e la moglie Marguerite de Fiubet.<br />
Attraverso di loro ebbe l&#8217;occasione di incontrare Gabriel Naudè, il bibliotecario di Mazarino che girava l&#8217;Italia a caccia di tesori d&#8217;arte e di cultura e potè intrattenere una rispettosa corrispondenza con lo stesso onnipotente cardinale.<br />
Poi qualche volta ricadeva malata, strette di petto, angosce, furori. Cure e distrazioni l&#8217;aiutavano a recuperare la buona salute. Nel 1650, durante una di quesgte crisi, mandò una cassetta ad Elisabetta Polani, una carissima amica, con il testamento letterario e l&#8217;ordine di &#8220;abbruciare&#8221;.<br />
Nel frattempo ebbe ancora l&#8217;occasione di pubblicare: le avevano portato una Satira contro la vanità delle donne e le dame sue amiche la pregarono di rispondere, di difendere il proprio sesso.<br />
Nel giro di breve tempo scrisse le ragioni della superiorità femminile e le difese con passione, senza disdegnare le brutture della vita, ma cercando i motivi e le possibilità favorevoli.<br />
La fusione di ragionamenti ben congegnati e di fuoco nella scrittura ebbe un effetto notevole: un gran successo. E con il successo venne l&#8217;invidia<br />
Brusoni, Aprosio ed altri, fingendo di entrare nel merito, scrissero in realtà su di lei, facendo mostra della più abietta invidia e cercando di metterla in cattiva luce. Ma Tarab era ormai affermata, aveva protettori potenti e una nutrita cerchia di estimatori e di estimatrici competenti, soprattutto aveva delle verità da difendere e delle ragioni da far valere . E nessun timore, perché tanto&#8230; cosa di peggio le  poteva capitare se non l&#8217;essere rinchiusa. E già lo era&#8230;<br />
Duelli verbali e di astuzia, nel prevenire le mosse, nel muovere le proprie forze.<br />
E subito un altro libro da scrivere, i manoscritti da pubblicare, qualche speranza le veniva dalla Francia, dove madame de Guerande le aveva fatto intravvedere qualche possibilità.<br />
Così l&#8217;Inferno Monacale e la Tirannia Paterna continuavano a circolare anche se non editi: l&#8217;argomento era interessante e ben trattato<br />
Lei si curava anche di mantenere vivo l&#8217;interesse sui suoi scritti e diede alle stampe un altro piccolo saggio in risposta a chi diceva che le donne sono di specie diversa dagli huomini. Nient&#8217;affatto dimostra Tarab, e rivendica la parità, meglio delle femministe di oggi, aggiungendovi anche il rispetto della differenza. e rifacendosi alle Sacre Scritture.<br />
Poco prima aveva messo in giro un volume ancora più interessante: la raccolta delle sue lettere. Fatta con accuratezza la scelta, nascosti da iniziali coloro che non voleva nominare, ecco pronto un  ritratto poliedrico della società veneziana vista dal parlatorio, incantevole per il nostro occhio di oggi, ma anche un manuale di belle lettere ad uso delle signore che potevano trarne esempi adatti a corrispondenze di diverso tipo e magari non solo le signore</p>
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		<title>Vita quotidiana nel parlatorio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 17:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aggregazioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[convento]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra le buie celle che Tarabotti odiava e l&#8217;esterno a cui non avrebbe mai potuto arrivare c&#8217;era un tramite, un luogo neutro in cui poteva incontrare parenti e amiche e con un  permesso speciale anche gli amici. E se poi gli amici erano come Gio Francesco Loredan, ecco che Arcangela poteva anche leggere libri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fuorinorma.wordpress.com&blog=3962439&post=8&subd=fuorinorma&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fra le buie celle che Tarabotti odiava e l&#8217;esterno a cui non avrebbe mai potuto arrivare c&#8217;era un tramite, un luogo neutro in cui poteva incontrare parenti e amiche e con un  permesso speciale anche gli amici. E se poi gli amici erano come Gio Francesco Loredan, ecco che Arcangela poteva anche leggere libri assolutamente proibiti, come Machiavelli, Ferrante e &#8220;colleghi di scrittura&#8221; anche se lei si dichiarava &#8220;simia degli scrittori&#8221;.</p>
<p><span id="more-8"></span>Il parlatorio stava diventando quel luogo mitico e vagheggiato della cultura e delle relazioni sociali, che poteva gareggiare con i salotti, anche francesi e dove infatti gli ambasciatori d&#8217;oltrealpe facevano a gare a seguire le loro mogli, dame di qualità e le loro figliolette, magari &#8220;pute a spese&#8221; (collegiali, si direbbe oggi) nel convento stesso.</p>
<p>Dunque c&#8217;era la grata, intera e senza porte, almeno stando ai regolamenti sempre reiterati, dalla parte del convento stavano e monache, opportunamente velate, dalla parte del mondo stavano visitatrici e visitatori. Ma la cosa non  finiva lì, dietro la grata stavano anche le uditrici, cioè le monache incaricate di ascoltare quello che veniva detto e riferire alla badessa, mentre fuori c&#8217;erano le guardie, i birri  a mantenere l&#8217;ordine, e magari anche qualche venditrice di caffè o di bevande, insomma nel parlatorio entrava e usciva un sacco di gente. Così Tarabotti potè conoscere letterati, poeti, filosofi, ambasciatori, dame importanti, e tessere le relazioni che la fecero conoscere al pubblico e le permisero di pubblicare almeno sei opere di grande successo e forse di più di cui abbiamo notizia, ma non copie.</p>
<p>Ma non solo: le monache erano mantenute dal convento, ma ovviamente non avevano denaro proprio, anzi erano sempre alla ricerca di qualche piccola fonte di guadagno anche personale, per comprare qualcosina che seriva o piaceva. Per esempio il merletto finissimo e quasi trasparente che usciva dalle loro mani per andare ad ornare le scollature e i polsi delle dame e anche dei cavalieri, aveva un prezzo piuttosto alto e le contrattazioni si facevano nel parlatorio, così come si combinavano matrimoni, dopo discussioni interminabili sulle caratteristiche degli sposi e sui loro beni</p>
<p>E</p>
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