Il parlatorio era diviso in due da una grata di ferro, da una parte stavano le monache, dall’altra i visitatori, ma questo non impediva la vista reciproca, la conversazione e lo scambio di oggetti, cibi e bevande. In teoria le monache assistevano, in pratica erano protagoniste.
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parlatorii come salotti
Luglio 10, 2008Vita quotidiana nel parlatorio
Giugno 15, 2008Fra le buie celle che Tarabotti odiava e l’esterno a cui non avrebbe mai potuto arrivare c’era un tramite, un luogo neutro in cui poteva incontrare parenti e amiche e con un permesso speciale anche gli amici. E se poi gli amici erano come Gio Francesco Loredan, ecco che Arcangela poteva anche leggere libri assolutamente proibiti, come Machiavelli, Ferrante e “colleghi di scrittura” anche se lei si dichiarava “simia degli scrittori”.